Un server dati è una macchina adibita alla gestione e alla memorizzazione di file, documenti e dati in generale. Nella rete scolastica ITIS ci sono 4 macchine che fungono da server dati:
- CUORE00 (IP: 192.168.64.40)
- DIDATTICA00 (IP: 192.168.64.36)
- ACTIVE77 (IP: 192.168.64.5) (Proxy)
- LABCADMEC00 (IP: 192.168.64.36)
- DEBIAN(LINUX) (IP: 10.10.227.141)
CUORE 00
Questa macchina è composta da un RAID 3+3, cioè con 3 hard-disk collegati fra loro in parallelo in modo tale che se un hard-disk si danneggia, gli altri due hanno memorizzato gli stessi dati e non perdendoli. Per sotituire l' hard-disk danneggiato basta rimpiazzarlo con un altro hard-disk dello stesso tipo, questa tecnologia si chiama RAID. Anche Active77 usa la tecnologia RAID ma in questo caso si definisce RAID 0 con mirror, cioè contiene due dischi uguali.
Siccome gli altri server dati non sono caratterizzati da tecnologie particolari vediamo in dettaglio la tecnologia RAID:
Introduzione alla tecnologia RAID:
L'acronimo RAID si può definire in due modi: Redundant Array of Inexpensive Disks oppure Redundant Array of Indipendent Disks
anche se l'estensione corretta risulta la prima.
Il RAID nasce nel 1987 quando i ricercatori Patterson, Gybson e Katz della Berkely university of California pubblicano il documento "A case for Redundant Array of Inexpensive Disks (RAID)" il cui scopo era di creare una tecnologia che permettesse di unire un gruppo di piccoli e poco costosi (inexpensive) dischi in una matrice logica (array) in grado di superare le performance di un unico disco più capiente, veloce e quindi costoso.
Le cinque diverse architetture di array descritte nel progetto iniziale oltre al primario obiettivo prestazionale, includevano capacità di fault tolerance adatte alla protezione dei dati. Queste caratteristiche vengono riassunte nel termine ridondanza, applicato all'insieme dei dischi.Utilità del RAID:
La diffusione del RAID è stata veramente notevole, tant'è che non solo i server delle grandi aziende ma anche le workstation delle piccole imprese o uffici affidano i propri dati ad un array. Questo è dovuto essenzialmente a due fattori: 1 - i dati aziendali conservati in un disco sono vitali 2 - quel disco prima o poi si danneggerà.
Per ridurre i costi dovuti ai downtime, lo storage deve essere studiato ponendo la massima attenzione a quei tre parametri fondamentali che complessivamente vengono indicati come RAS: Realiability - Availability - Serviceability (da non confondersi con il RAS - Raw Address Strobe - proprio della RAM).RELIABILITY: affidabilità
Esprime il momento o la frequenza con cui si manifesta un guasto ed è oltremodo conosciuta come MTBF (Mean Time Before Failure) la cui unità di misura è l'ora.AVAILABILITY: disponibilità
Indica l'accessibilità dei dati cioè la possibilità di leggerli e scriverli, e la disponibilità di farlo full time è un obiettivo importantissimo, definito dall'integrità dei dati e dalla capacità di fault tolerance.
L'integrità dei dati è intesa come la capacità di ottenere il dato corretto. Errori di software o di altro genere (interferenze, anomalie) possono causare una non corretta scrittura dei dati.
SERVICE ABILITY: timbrare il cartellino
Rappresenta l'entrata in servizio in caso di guasto e viene valutata rispetto al tempo e alla fatica impiegati nell'individuare e riparare il guasto e riprendere le normali attvità. Si distinguono tecniche di recovery e di monitoring dell'array.
Nella prima categoria troviamo l'hot swap, una caratteristica che permette la sostituzione di un componente "a caldo" cioè mentre il computer (o la macchina in generale) è in funzione. L'hot swap in una configurazione RAID permette l'estrazione del disco e la sua sostituzione con una nuova unità senza dover interrompere l'attività degli altri dischi. Le capacità di ricostruzione del controller RAID provvederanno al rebuilding del disco. Ventole e alimentatori hot swap possono essere rimpiazzati a caldo in caso di guasto.
Attenzione: per essere rimpiazzato a caldo un componente deve essere stato progettato appositamente in quanto deve staccare la messa a terra dopo la fase al momento dell'estrazione e ripristinare la messa a terra prima della fase durante l'inserimento.
Sempre in campo di dischi una tecnologia interessante è l'HOT SPARE, la versione automatica dell'HOT SWAP: se infatti quest'ultima prevede l'intervento manuale dell'operatore per sostituire il componente danneggiato, l'HOT SPARE, in caso di guasto di un disco nell'array, permette al controller di individuare e isolare l'unità danneggiata, sostituirla con un'altra precedentemente impostata come scorta, riconfigurare l'array e ripartire senza interrompere l'accesso ai dati.Ci sono anche tecniche di monitoraggio sia dei singoli dischi che delle enclosures (le unità esterne di storage) dell'array. S.M.A.R.T. sta per Self Monitoring Analysis and Reporting Technology e rappresenta lo standard per il controllo dei dischi, permettendo di precedere i guasti e di sostituire le unità a rischio. SAF-TE (SCSI Accessed Fault Tolerance Eclosure) è invece dedicato alle enclosure.Dove si trovano i server dati nella rete ITIS?