• «Industriamoci»: Aula 3.0

    by  • 22 Dicembre 2014 • Attività, Gazzetta

    Scuola e imprese fanno squadra. Ieri (19 dic 2014), in occasione della presentazione della nuova Aula 3.0 dell’Itis «Leonardo da Vinci», nell’aula magna dell’istituto di via Toscana è andato in scena «Industriamoci», un dialogo a più voci che ha coinvolto i rappresentanti delle imprese del territorio e i protagonisti del mondo della scuola.

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    Elisabetta Botti, preside della scuola, ha introdotto l’incontro, ricordando il ruolo del comitato tecnico scientifico della scuola, eletto nei giorni scorsi. «Negli ultimi anni le dinamiche del mondo del lavoro sono mutate, in maniera rapida e radicale – ha commentato la dirigente -. In Italia coesistono due fenomeni opposti: alti livelli di disoccupazione giovanile e difficoltà delle aziende a trovare profili adeguatamente formati. Dobbiamo lavorare sul riequilibrio di questo disallineamento».

    I giovani non trovano lavoro e le imprese non trovano giovani formati, insomma. In questo senso la responsabilità della scuola è evidente. Da dove passa, allora, la soluzione? «Dobbiamo potenziare l’alternanza scuola-lavoro, il nostro comitato tecnico scientifico va proprio in questa direzione: si tratta di uno strumento volto a costruire un sistema che riesca a connettere scuola e imprese» ha continuato Botti. Nel corso del dibattito, moderato dal giornalista Gianfranco Bellè, si sono alternati al microfono rappresentanti di istituzioni e impresa. Andrea Censi, consigliere provinciale, ha ribadito l’importanza dell’incontro.

    «Se tra le strategie per disegnare il futuro del Paese davvero c’è la scuola, oggi siamo testimoni di un momento di svolta – ha spiegato -. La capacità di connettere il pensiero della scuola con l’azione concreta delle imprese è la chiave per costruire il futuro».

    Di «ciclo virtuoso» ha parlato il sindaco, Federico Pizzarotti: «Alla mia epoca, io ho frequentato l’Ipsia, lo ricordo sempre, che la scuola ti avvicinasse al mondo del lavoro era una cosa positiva, si deve ritrovare questo spirito – ha dichiarato -. I mestieri tecnici hanno un grande valore e c’è sempre più richiesta». Tra i protagonisti del pomeriggio, anche il deputato ed ex assessore provinciale alla Scuola, Giuseppe Romanini. «C’è bisogno di una scuola tecnica che sia in grado di svolgere il proprio ruolo – è intervenuto l’onorevole -: la consapevolezza c’è, “Industriamoci” è un titolo significativo in questo senso. Gli istituti tecnici negli ultimi anni hanno visto un impoverimento delle ore di laboratorio e oggi dobbiamo recuperare».

    Per l’Ufficio Scolastico Regionale, la dirigente Laura Gianferrari, ha ricordato l’origine degli istituiti tecnici, nati proprio su richiesta delle imprese. «Negli anni Settanta, poi, si è imposta un’altra visione della formazione dei giovani ed è cominciata l’omologazione degli istituti tecnici, che ha portato alla perdita delle pratiche che queste scuole avevano imparato a sviluppare – ha spiegato Gianferrari -. Dobbiamo abbattere il “muro” che separa la scuola dal mondo che la circonda». La testimonianza del mondo delle aziende è stata affidata a Ombretta Sarassi Binacchi, direttore generale della Opem, grazie al cui contributo è stato possibile realizzare la nuova Aula 3.0 all’Itis, uno spazio altamente tecnologico che rivede l’approccio frontale della lezione. «Il mio interesse per questa scuola è scaturito dalla volontà di vedere da dove provenivano alcuni dei nostri lavoratori- ha concluso -: credo che per noi imprenditori sia arrivato il momento in cui, al bando i lamenti, si debbano abbracciare progetti e dare una mano. Abbiamo bisogno di qualità, e la qualità dipende interamente dalle risorse umane».

    A chiudere il convegno, i saluti del neoeletto consigliere regionale Alessandro Cardinali.